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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

GLI ANNI OTTANTA E QUEL BOIA DI PINOCHET - Schegge Metropolitane di Renato Berretta

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Gli anni Ottanta e quel boia di Pinochet Dall’Università tornavo a casa preferibilmente in autobus. I corsi si svolgevano nel pomeriggio, e un primo autobus mi scaricava alla stazione Termini, un secondo mi lasciava a poche centinaia di metri dalla palazzina in cui vivevo, nella periferia orientale di Roma. Erano gli ultimi anni ottanta. Raf stava per comporre il suo celebre brano ‘Cosa resterà di questi anni ottanta’, eppure, a guardare indietro, quegli anni mi sembravano tutt’altro che disastrosi, nonostante il loro carico di edonismo e di insopportabile "rampantismo" che aveva seguito l’ondata di impegno sociale e politico degli anni settanta. Gli anni settanta… ci ero arrivato tardi, e quindi mi ero trovato a vivere gli ottanta, che a dirla tutta, non erano poi così male. Forse avevo solo bisogno di tempo per capirlo. Chissà, oggi magari li rimpiangerei. L’autobus che prendevo alla stazione Termini percorreva un lungo tratto della via Casilina, avanzando lentamente nel tr...

L’EDITORE ABUSIVO - Pesano, i libri #4 di Luigi Lorusso a.k.a Lorusso Editore

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L’editore abusivo A volte mi sento un abusivo dell’editoria. Un imbucato nel tavolo di chi si occupa seriamente di produzione, distribuzione e vendita di libri e simili, quando mi perdo i passaggi, tra percentuali, programmazione e strategia editoriale. Sarà pure il periodo. Dopo l’inizio dell’anno nuovo ci metto un bel po’ a carburare di nuovo: almeno per tutto gennaio, non si fanno presentazioni, né tanto meno fiere, si fanno i rendiconti dell’anno passato e si inizia a pianificare il lavoro da fare nell’anno nuovo. E quindi, come un orso appena uscito dal letargo, capita di fare degli errori. Uno, due. Negli ultimi giorni io ho fatto una cazzata dietro l’altra. Vado a una presentazione, tiro fuori i libri dalle scatole. Previdente, li avevo appena fatti ristampare, cento copie. Ma c’è qualcosa di strano, ‘nuova edizione’, dice in copertina. Non l’avevo fatto togliere? Guardo il prezzo: 10 euro. Il prezzo che avevo cambiato. Ho mandato in stampa il file vecchio. Bisogna parlare con ...

ROGOREDO - Schegge Metropolitane di Renato Berretta

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Rogoredo A Rogoredo c’è una stazione dell’alta velocità. Ci passo sempre quando vado a Milano, ma non ci scendo mai. Proseguo dritto fino a Milano Centrale, quella che Google definisce ‘maestosa’. E in effetti lo è: costruita nell’arco di quasi trent’anni, tra il 1912 e il 1931, da Giolitti a Mussolini l’appeso. A Rogoredo, invece, niente monumentalità. Eppure, mi sono spesso chiesto perché i treni dell’alta velocità fermino lì. Forse i milanesi si pongono la stessa domanda, quando passano per Roma Tiburtina. So però che a Rogoredo c’è la sede di Sky, il principale network televisivo italiano, e magari basterebbe questo a spiegare l’importanza del posto. Una fermata dell’alta velocità non si può certo negare a Fabio Caressa e ai suoi amici del Club, con o senza giacca. Ma, al di là delle divagazioni calcistiche e televisive, il quartiere di Rogoredo è noto soprattutto per essere un’area di spaccio. Come dicono quelli bravi. E proprio qualche giorno fa, durante un’operazione di poliz...