L’EDITORE ABUSIVO - Pesano, i libri #4 di Luigi Lorusso a.k.a Lorusso Editore


L’editore abusivo

A volte mi sento un abusivo dell’editoria.
Un imbucato nel tavolo di chi si occupa seriamente di produzione, distribuzione e vendita di libri e simili, quando mi perdo i passaggi, tra percentuali, programmazione e strategia editoriale.
Sarà pure il periodo. Dopo l’inizio dell’anno nuovo ci metto un bel po’ a carburare di nuovo: almeno per tutto gennaio, non si fanno presentazioni, né tanto meno fiere, si fanno i rendiconti dell’anno passato e si inizia a pianificare il lavoro da fare nell’anno nuovo. E quindi, come un orso appena uscito dal letargo, capita di fare degli errori. Uno, due. Negli ultimi giorni io ho fatto una cazzata dietro l’altra.
Vado a una presentazione, tiro fuori i libri dalle scatole. Previdente, li avevo appena fatti ristampare, cento copie. Ma c’è qualcosa di strano, ‘nuova edizione’, dice in copertina. Non l’avevo fatto togliere? Guardo il prezzo: 10 euro. Il prezzo che avevo cambiato. Ho mandato in stampa il file vecchio.
Bisogna parlare con una illustratrice, il testo le è piaciuto, ora c’è da mettersi d’accordo sul lavoro, il pagamento, su come organizzarsi. Ma come lo volete fare il libro? Sai che ancora non abbiamo deciso… Allora facciamo così, mettetevi d’accordo, stabilite delle cose e poi ci risentiamo, va bene? Ok. Che figura.
Un’altra presentazione. Ieri mi sono spaccato la schiena, è inutile che mi porto troppi libri, poi piove, non ci sarà troppa gente. Una scatola basta e avanza, trenta copie, più un’altra scatola di titoli affini. Sala piena, ci saranno cento persone. Copie esaurite, almeno venti persone sono rimaste senza libro, mi rimproverano, io penso che ho perso trecento euro. 
Nel frattempo una donna araba nota un refuso sulla copertina di un titolo in arabo, finora sfuggito a tutti gli italofoni.
È ora di tornare a casa, correggere, rimettersi al lavoro.
Esercizio abusivo della professione editoriale. Per fortuna non esiste come reato, così posso continuare a produrre libri, distribuirli, venderli, farli imperfetti, correggerli, correggermi, tenermi vivo, praticare abusivismo, moltiplicare refusi, spaginare l’impaginato.

Mò basta cazzate però, e dai.


Luigi Lorusso
Agitatore culturale camuffato da editore indipendente, già fondatore di Laspro Rivista di Letteratura Arti & Mestieri. Per pubblicare il tabloid, nel 2009, apre la Lorusso Editore. Da quel giorno la sua vita non è più stata la stessa (e neanche la nostra). Per tutti e tutte coloro che immaginano il mondo della piccola editoria indipendente, come un non luogo fatato, fatto di sapere, piacere e innumerevoli soddisfazioni, il nostro affezionatissimo ci racconta, per la prima volta, il dietro le quinte di quel suo eterno bisogno imprescindibile di fare libri. Da leggere preferibilmente seduti e con una buona manciata di disincanto in mano; nell’atra, è consigliabile una birra ghiacciata o un gin tonic tintinnante.



 

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