Schegge Metropolitane di Renato Berretta

Renato Berretta (Renny)

Viaggiatore urbano, fine osservatore dell’intorno e menestrello metropolitano. Già redattore de Laspro Rivista di Letteratura, Arti & Mestieri, Renato ci accompagna nel misterioso e colorato mondo dell’underground capitolino. Con penna acuta, mette a nudo pericoli e riflessioni, sorprese e contraddizioni. Non vi aspettate imparzialità e cotillon, qui non si spazzano i marciapiedi: qui si sradica l’asfalto. I sampietrini saranno scagliati con violenza, in traiettorie certe dell’impossibilità di fallire il colpo. Saltellando nell’iper testo, ci farà assaporare una narrativa acuta, impressa a caldo nel DNA nostrano. Da leggere in acume dei sensi ed è gradita una birra media nell’altra mano.

'Il primo colpo va sparato qui, dritto in faccia...'



Il signore di Spinaceto

Salgo sulla metropolitana alla stazione San Paolo, il display indica che il prossimo treno, direzione Rebibbia, arriverà tra tre minuti. Poteva andare peggio. Nell’attesa respiro qualche zaffata di sigaretta proveniente dalla bocca di un tizio che contravviene al divieto di fumo. Registro l’episodio con una punta di fastidio, ma resto sulle mie. Chi fa la spia non è figlio di Maria e… Come diceva quella scritta? Vietato vietare, ecco. Però si potrebbe evitare di fumare quando la banchina è piena. Poi, la metropolitana è passata, ho preso posizione osservando, con un pizzico d’invidia, coloro che stavano seduti belli spaparanzati. Ho aperto lo zaino e preso un libro che vorrei finire almeno prima delle feste. Leggere sulla metropolitana rappresenta, talvolta, una difficile impresa. Ci sono quelli che guardano video sullo smartphone dimenticandosi le cuffie o di abbassare l’audio. E quelli che parlano a voce alta, come se le proprie questioni dovessero essere di pubblico interesse. Oggi, ad esempio, un tale (seduto tra gli spaparanzati), conversava con due donne in piedi davanti a lui. Ce l’aveva con i notai e diceva che certe cose, beh, succedono solo in Italia. E, ancora, che si è trasferito, qualche anno fa, in una nuova casa a Spinaceto - come non pensare a ‘Caro diario’ del vecchio Nanni? -, che è una bella zona ma che bisogna stare attenti perché è capace che ti rubino la macchina. Mentre leggevo, scoprendo di poter fare più cose contemporaneamente, in una sorta di delirio di onnipotenza, azzardavo riflessioni di carattere psicosociologico, inserendo quest’uomo, senza indugio, tra le persone di ‘destra’ e che, quindi, appoggiano il governo di zozzoni che abbiamo in carica. Insomma, il profilo corrispondeva, vestito classico, ben curato e pose da piccolo reazionario. A proposito, arrivati al Circo Massimo, lo speaker ha annunciato che il treno, contrariamente a quanto indicato in precedenza, sarebbe stato dirottato verso la stazione di Ionio. Dirottato, ha detto proprio così e, allora, sempre mentre leggevo, ho pensato, chissà perché, agli aerei dirottati dai palestinesi ai tempi di Arafat e del Fronte Popolare. È passata una vita, però quella parola buttata lì, dirottato, mi ha fatto tanto ridere. Poi, sono sceso dalla metropolitana. Fuori faceva un discreto freschetto. Era umido, ecco, dunque ho sistemato il cappello di lana pensando, chiaramente, al quel signore e alla sua vita in pillole raccontata in pochi minuti. Alla prossima corsa. Spinaceto…



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