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Visualizzazione dei post da maggio, 2025

Settembrata - 9 -

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  9. Dopo ventitré anni mi hai parlato per la prima volta di carri armati blu scuro, di un mare sinistro (o sulla sinistra) e braccia e gambe avvinghiate. Avevo rimosso quell’odore acre dai ricordi, tenendo solo le scie bianche da tutte le parti. Rivendico tutto ciò che è stato, mi dicesti, e questa frase mi fece sentire in pace col mondo per qualche istante. Odio i rotoli di scotch portati al bicipite, sono una maledizione eterna, che non passerà col tempo né si mitigherà. Potrà sembrare sopita a sguardi distratti o reazionari, ma è solo un trucco. Con nuvole fittizie nel cervello mi muovo alla volta della normalità, a fatica, dovendo passo passo conoscerla. Cos’è normale ci chiedemmo, ricordi? Arrivando alla conclusione che la normalità non esiste, sentimmo di essere meno alieni al presente di un quotidiano con peso qui.

Settembrata - 8 -

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8. Chi si salverà? Mi chiedevi ossessivamente ogni mattina. Non sapevo risponderti, anima senza spirito. E non sono in grado di farlo nemmeno adesso, nonostante gli anni luce passati. Non so se davvero ce l’ho fatta, sicuramente ci ho provato. A me una sentenza di assoluzione starebbe bene, anche se non mi ritengo reo e a volte, mentre mastico d’impeto, penso di meritare un risarcimento.  

Ossessioni quotidiane #4

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  #4 Se esiste il paradiso, io non ci andrò; ma nemmeno ci tengo. Se ne esiste uno per gli esseri umani, perché non dovrebbe esistere un paradiso anche per gli animali, le piante e gli oggetti? Quando mi posi questa domanda per la prima volta, che negli anni a seguire si sarebbe ripresentata con puntualità cadenzata e ricevendo ogni volta una risposta diversa, ero poco più che un bambino. A quei tempi, però, l’indottrinamento religioso m’indusse a dare per certa anche l’esistenza di un paradiso delle saponette finite, o volgenti al termine. Cosicché, ogni qual volta mi si presentasse l’occasione, concedevo all’oggetto in agonia, una breve onoranza funebre e ne sacrificavo i resti al gorgogliare eterno del water. Ora. Succede che, circa un mese fa, appoggiato in un angolo del porta sapone, un mozzicone rosato di saponetta tirava i suoi ultimi sospiri. In automatico, il rito funebre, ha fatto capolino nella mia memoria, riemerso dal dimenticatoio più antico e togliendomi ogni possibi...