SE RIBECCAMO - Schegge Metropolitane di Renato Berretta
Ci rivediamo presto, a Roma si dice
anche ‘se ribeccamo’. Ecco, capita a chiunque di trovarsi in quella particolare
situazione d’incontrare qualche vecchio, buon conoscente o amico, magari dopo
un lungo periodo, scambiarci quattro parole o di più a seconda del momento e
degli impegni quotidiani e, infine, salutarsi con quella formula di rito.
Magari dopo essersi scambiati i numeri di telefono, fammi uno squillo così dopo
lo memorizzo sulla rubrica.
E, confesso, che è capitato anche di lasciare che
quel dato numero, di quel conoscente ‘ribeccato’ per caso dopo mesi o anni
restasse tra i contatti recenti in forma anonima prima di scomparire
definitivamente, annullato, sorpassato da contatti più recenti che reclamavano
la precedenza.
È così, durante la nostra vita ci capita di frequentare per
periodi più o meno lunghi e intensi persone che, poi e magari, scompaiono dal
nostro cono d’ombra. E non perché ci abbiamo litigato o discusso animatamente o
sono finiti nella lista degli indesiderati.
No, è successo e basta, ci si
smarrisce per giorni, settimane e mesi che, poi, diventano anni e quelle
presenze che, in una certa fase della nostra vita, erano incessanti e
quotidiane svaniscono e resta soltanto un ricordo ingiallito come quello delle
vecchie fotografie chiuse in qualche scatolone.
‘Se
ribeccamo’, ecco, ci rivediamo presto, mi raccomando non facciamo passare lo
stesso tempo per il prossimo incontro. È capitato, non a me ma è capitato a
tanti e ne ho la certezza, di riunirsi con vecchi compagni di scuola o di altre
avventure dopo anni e anni di silenzi.
Oppure, di ritrovare, e questo mi è
successo, amici smarriti in occasione di un compleanno o di qualche cerimonia
non sempre lieta.
Ecco, allora, le inevitabili quattro chiacchiere, una
narrazione inevitabilmente sintetica delle proprie vite e degli ultimi anni, i
complimenti di rito, non sei cambiato per niente, però, le bugie e le omissioni
fino all’inevitabile distacco.
Al saluto finale, mi raccomando cerchiamo di non
sparire di nuovo, sentiamoci, vediamoci, ribecchiamoci, eccetera eccetera.
Buone illusioni destinate, presto, a svanire, non appena, trascorsa l’emozione
di rivedere vecchie conoscenze si torna alle cose presenti e quotidiane.
Che,
inevitabilmente, relegano in soffitta quelle passate. E resta solo una coda di
malinconia per ricordi ormai lontani e il suono beffardo di quel commiato che,
chissà se è stato una arrivederci o un addio. Rivediamoci presto, sì, anzi ‘se
ribeccamo’. Chissà quando.
Renato Berretta (Renny)
Viaggiatore urbano, fine osservatore dell’intorno e menestrello metropolitano. Già redattore de Laspro Rivista di Letteratura, Arti & Mestieri, Renato ci accompagna nel misterioso e colorato mondo dell’underground capitolino. Con penna acuta, mette a nudo pericoli e riflessioni, sorprese e contraddizioni. Non vi aspettate imparzialità e cotillon, qui non si spazzano i marciapiedi: qui si sradica l’asfalto. I sampietrini saranno scagliati con violenza, in traiettorie certe dell’impossibilità di fallire il colpo. Saltellando nell’iper testo, ci farà assaporare una narrativa acuta, impressa a caldo nel DNA nostrano. Da leggere in acume dei sensi ed è gradita una birra media nell’altra mano.
'Il primo colpo va sparato qui, dritto in faccia...'
