A VOLTE CI CREDO, NEI LIBRI - Pesano, i libri #5 di Luigi Lorusso a.k.a Lorusso Editore
Fare un film è per me vivere.
Mi ripeto a volte questa frase, titolo di un libro di
Michelangelo Antonioni, scritti sul cinema, che non ho letto. Me la ripeto
anche ora che esco dal cinema, dopo aver visto Hamnet, con la sua luce che
irradia volti e corpi, sofferenti, rugosi, dalle unghie sporche e le urla
straziate.
Fare un libro è per me vivere.
Attraversare le tante fasi della creazione di un
libro, incontrare un autore che ha tirato fuori parole su parole, ora dopo ora
dopo ora, riguardarselo insieme, leggerlo, e rileggerlo, e rileggerlo ancora,
spostare pezzi, tagliare e ancora tagliare, rileggere, rileggere, meravigliarsi
quando ancora ti sorprende, ti risuona e ti parla, trovare le parole adatte per
raccontarlo, definirne le immagini, metterlo in posa e provare la copertina,
scegliere i colori, le lettere giuste, le distanze, i pieni e i vuoti. Poi
dargli una forma, immaginarlo, aspettarlo e infine toccarlo, una, due, tante
volte, pronto a prendere la propria strada in scatole, buste, passato di mano
in mano per farsi posare gli occhi addosso.
Attorno a questo ci costruiamo polvere, vanità e
orgoglio, ma all’essenziale, a volte, c’è ancora quella magia iniziale, quegli
ingredienti misteriosi che ne fanno una pozione, quando è fatta di verità e di
vita e di sogno e di un candore infinito.
Oppure cediamo al cinismo e ci raccontiamo che sono
solo parole, su parole, su parole.
Ma a volte, capita, che riusciamo a vedere, quello che
c’è sotto, davvero e riscopro che ne vale la pena.
Pesano, i libri. Non ripagano, i libri. Ingannano, i
libri. Ma a volte curano, i libri. Se non chi li legge, chi li scrive. E chi li
fa.
Agitatore culturale camuffato da editore indipendente, già fondatore di Laspro Rivista di Letteratura Arti & Mestieri. Per pubblicare il tabloid, nel 2009, apre la Lorusso Editore. Da quel giorno la sua vita non è più stata la stessa (e neanche la nostra). Per tutti e tutte coloro che immaginano il mondo della piccola editoria indipendente, come un non luogo fatato, fatto di sapere, piacere e innumerevoli soddisfazioni, il nostro affezionatissimo ci racconta, per la prima volta, il dietro le quinte di quel suo eterno bisogno imprescindibile di fare libri. Da leggere preferibilmente seduti e con una buona manciata di disincanto in mano; nell’atra, è consigliabile una birra ghiacciata o un gin tonic tintinnante.