Schegge Metropolitane di Renato Berretta
Renato Berretta (Renny)
Viaggiatore urbano, fine osservatore dell’intorno e menestrello metropolitano. Già redattore de Laspro Rivista di Letteratura, Arti & Mestieri, Renato ci accompagna nel misterioso e colorato mondo dell’underground capitolino. Con penna acuta, mette a nudo pericoli e riflessioni, sorprese e contraddizioni. Non vi aspettate imparzialità e cotillon, qui non si spazzano i marciapiedi: qui si sradica l’asfalto. I sampietrini saranno scagliati con violenza, in traiettorie certe dell’impossibilità di fallire il colpo. Saltellando nell’iper testo, ci farà assaporare una narrativa acuta, impressa a caldo nel DNA nostrano. Da leggere in acume dei sensi ed è gradita una birra media nell’altra mano.
'Il primo colpo va sparato qui, dritto in faccia...'
Spiaggia di libri
Capita anche questo sulla spiaggia: di imbattersi in qualcuno che conosci da anni ma assai di striscio, magari per la comune e involontaria frequentazione di certi ambienti o luoghi da consumo di tempo libero di massa, o chissà. Ecco, il soggetto in questione saluta perché è, comunque e a dispetto del fisico quasi da bodyguard, una persona educata. Mi trova con un libro aperto, mentre un altro è appoggiato sul telo da mare. E, così, forse non trovando argomenti di conversazione più immediati mi pone la domanda sufficientemente retorica. Ma tu leggi molto? Eh sì, rispondo, ne leggo addirittura due alla volta. Non voglio pavoneggiarmi, giuro (come si fa nei tribunali, dove dicono e scrivono che la legge è uguale per tutti). Anzi, immaginando che costui non sia proprio un appassionato di romanzi e saggistica, mi piacerebbe scivolare subito verso un altro argomento di conversazione. Invece lui continua e afferma che sì, pure riconoscendo l’importanza della lettura, come dire… Quando apre un libro, proprio non ce la fa e dopo qualche minuto - forse secondo - si addormenta. Cerco di rincuorarlo, osando il solito paragone tra l’esercizio intellettivo e quello fisico: è una questione di allenamento, gli dico. E allora, rinfrancato, mi racconta di quando in un tempo alquanto lontano (ma, soprattutto, chissà quanto immaginario), teneva un sacco di libri per casa. Mi viene quasi da ridere, pensando al problema per me insolubile di sistemare tutti i libri che ho in giro per casa. E comunque fai bene, mi dice a mo’ di benedizione. Faccio bene quindi a leggere così tanto! Meno male. A me piace e da qualche tempo, cerco di leggerne due contemporaneamente, di solito un romanzo e un saggio. Perché la vita è breve e ogni volta che entro in una libreria, trovo almeno una decina di libri che vorrei immediatamente leggere. E quindi, sì, ecco, faccio bene. Sempre a proposito di letture, questa mattina mi è capitato di leggere un articolo su un quotidiano dove viene riportato un singolare, quanto inquietante, dato: solo un italiano su tre completa in un anno la lettura di un libro. Meglio così, penso amaramente, così non aumentano troppo i prezzi. Inoltre, pensando ancora al tizio della spiaggia, mi son detto: che assurdità! Se leggessimo tutti con la palpebra incerta, rischieremmo, insomma, di passare come un popolo di addormentati. Invece, guarda come sono svegli e pronti quelli che ci governano; che capiscono bene gli umori del paese, al punto da attribuire un sottosegretariato alla cultura a una tipa che qualche tempo fa, rivelò (con una punta di spocchia) di non aver letto un libro negli ultimi enne anni (non ricordo quanti, chiedo venia). Non mi resta che augurare un buona lettura a chi vuole e a chi può. Con gli occhi ben aperti, però, mi raccomando.
