Settembrata - 6 -

 

6.

L’aria condizionata da poco sollievo e in compenso fa un rumore assordante, questo però non frena la mia voglia di scavare tra le righe che non ho mai scritto e che dovrei abbandonare: di te nel lontano di un bosco e di me che ti cerco e mi accorgo di essere bosco. Più che altro sembra un sogno, di quelli ad alto fusto che si fanno all’alba. Di quelli che preannunciano un risveglio in pieno sole, con gli occhi che, tra il fitto dei rovi, cercano punti di riferimento e non trovandoli tornano a chiudersi per abbandonarsi al Ponentino. Serpeggia non lontano la convinzione che presto ci ritroveremo corteccia a giudicare quanto abbiamo fatto in vita, per ripeterlo e sussurrarlo tra le fronde, pari pari in morte, il tronco tagliato, gli anelli del tempo cancellati per sempre.


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